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Chi è root@notty?


Se vi connettete alla vostra macchina linux e gurdando i processi vedete sshd: root@notty nell’output di ps aux o htop e vi chiedete se si tratta del computer di un hacker la risposta è no. Non preoccupatevi notty è sono un acronimo di tty. Quando effettuate un login sulla macchina linux il terminale apparirà nella lista dei processi come tty (e.g. tty7). Se effettuate un login da un server remoto via ssh vedrete qualcosa come root@pts/0. Se la connesione è effttuata via sftp o state copiando dei file con scp la connessione sarà mostrata come no tty (notty). E’ possibile approfondire le informazioni con ps auxf per vedere l’albero dei processi o lanciare netstat -vatn per esaminare tutte le connessioni TCP.
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Pioneer HPM 300


Pioneer non è certo un marchio famoso per i suoi diffusori, tuttavia la serie più pregiata prodotta è comunque degna di nota. Io ho messo le mani su questi diffusori e ho potuto ascoltarli per un po’. Come tutti i diffusori dell’epoca il punto debole di questo diffusore è il crossover realizzato con condensatori elettrolitici. Un vero peccato. L’immagine è buona e il suono è davvero limpido e brillante come farebbe presagire il tweeter a nasto. Sia il crossover o il tweeter in se non mi è possinbile determinarlo, ma gli alti in questi diffusori tendono a prendere il sopravvento sia per livello di emissione che per il carattere spigoloso. Certo per quanto mi riguarda sono abituato molto bene ed è necessario mantenere sempre il riferimento alla fascia di prezzo quando si valuta un prodotto: il giudizio è sicuramente positivo quindi! Non posso dire diversamente. Il livello estetico anche è davvero piacevole.
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Il brutto anatroccolo II: Sanyo ja220


Mi riallaccio al precedente articolo relativo al Grundig v1850. Se possile il Sanyo è ancora più brutto del cugino, circuitalmente sono apparecchi molto simili. La timbrica davveri simile la ricchezza armonica anche in questo apparecchio è presente. Il Sanyo ha un minor controllo dei bassi che sui miei diffusori risultano eccessivamente gonfi (parlaimo di un woofer da 10 pollici in un volume di 140 litri). Con diffusori in cassa chiusa o dal basso un po’ scarso invece formano davvero un’accoppita incredibile. Un altro best buy. Per quello a cui si trova in rete il rapporto qualità prezzo è davvero incredibile.
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L’inglese e i suoi acronimi


Quando vivevo in giappone imparai che il colore rosa in giapponese tradizionale si diceva “momò irò” . Peccato che la pagina web non parli perchè il suono di questo acronimo e anche il suo significato (colore della pesca) è davvero splendido. Dopo la II guerra mondiale il giappone ha perso fiducia in se stesso in maniera palpabile e ha iniziato ad usare molte parole inglesi non sono in  integrazione della lingua giapponese ma anche a sostituzione di alcune parole già presenti. Ecco che le nuove generazioni non dicono “momò irò” ma dicono “pinku”. Certo il concetto è lo stesso e la parola è più corta e sbrigativa ma il suono è davvero terrificante e anche l’aspetto visivo di pink rispetto a “colore della pesca” perde di poetica. Queste cose non fanno bene al giappone, ai giapponesi e alla loro identità culturale. Così mentre il computer in spagnolo è ordenador in italiano è sempre e comunque computer, questo non fa bene alla nostra identità culturale. Negli ultimi 10? o 15 anni forse hanno iniziato a dilagare orribili acronimi presi dall’inglese la dove in italiano esistevano o non esistevano parole con significato analogo. Io non sono immune da questa roba qui purtroppo […]
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Il brutto anatroccolo: Minerva/Grundig v1850


Questa macchina è già abbastanza discussa online. Io l’ho posseduta, ascoltata e venduta. Si tratta si un integrato giapponese venduto come amplificatore di alcuni compatti negli anni 80 con faccie lievemnete diverse. Ovvero io vi parlo di un modello che trovo in due marchi diversi ma non è detto che non ci siano altri marchi che usassero questo progetto con nome diverso e lifting personalizzato. L’ampli in questione riassume nella sua estetica la musica e il mercato Hi-Fi degli annni 80: algido, bruttissimo e a basso profilo. Leggero e di scarsa potenza ha con una ben nota tendenza a sfiammare i finali che in cortocircuito mandano in discarica (o in riparazione) i vostri tweeter. Premesso che rovinare i miei diffusori mi darebbe davvero fastidio ho deciso comunque di inserirlo nella mia catena per ascoltarlo con attenzione dato il gran parlare che se ne fa. Il parere generico è che suoni bene ma senza clamori (un po’ come chi si esprime volesse farlo ma con cautela perchè grunding è un marchio molto discusso a causa di alcuni fanatici). Io sono sul mio blog è dico quello che voglio nella mia catena il mio parere è che suoni bene, davvero bene. I […]
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I fantasmi nel computer: il volume dell’audio cambia da solo


Il mio computer (parliamo di ambiente windows e in particolare di Windows 7, ma questo breve articolo potrebbe essere utile anche su sistemi operativi diversi) è anche la mia fonte di intrattenimento musicale, la principale fonte audio. Un giorno senza il ben che minimo preavviso il livello della musica ha iniziato a cambiare da solo, senza preavviso e senza che nessuna evento specifico fosse apparentemente collegabile. Dopo un po’ ho capito di cosa si trattava (nel mio caso). E’ una caratteristica di configurazione. Andando su pannello di controllo ho cercato audio e cliccato sull’icona relativa. La quarta tab è relativa alle comunicazioni e disabilitando ogni azione in caso di comunicazioni allora il problema è svanito. Diciamo che io ho curato la causa e non il male ma ho comunque risolto il problema. Immagino che Flash (una pubblicità aperta in una delle tab di navigazione del browser) si sia avvalso di questa caratteristica per controllare il mio volume, ma una volta risolto il problema non mi sono messo a fare tutte le prove del caso per provare scientificamente la mia teoria 🙂
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IfTop monitor di rete – bandwidth monitoring tool per RHEL / CentOS / Fedora


Se il server va in overload potrebbe essere utile usare htop e iftop. Per monitorare cosa avviene. Un passo indietro: come capire se il server è in overload? Beh intanto qualcuno ha detto che il sito è giù. Voi con accesso ssh potete lanciare il comando UPTIME. Il comando uptime in queste occazioni è tendenzialmente disastroso. Ora per capire se qualcuno sta accedendo in modo poco appropriato ai vostri siti IFTOP è davvero utile. Interface TOP (IFTOP) è un network bandwidth monitoring tool in tempo reale che utilizza la linea di comando. E’ in grado di farci dare un’occhiata alle attività di rete. IFTOP mostra in tempo reale una lista delle connessioni di rete in base al loro utilizzo ordinate per una media di 2, 10 e 40 secondi. Installazione di iftop per lanciare il comando semplicemente # iftop oppure è possibile attribuire un'interfaccia # iftop -i eth0 E' possibile usare chiavi come S, D per visualizzare maggiori informazioni come source, destination ecc. man iftop permette di visualizzare tutte le istruzioni. ‘q‘ per interrompere.    
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IfTop monitor di rete installazione


Prerequisiti libpcap libncurses Installare quindi libpcap e la libreria libncurses con il comando YUM. # yum -y install libpcap libpcap-devel ncurses ncurses-devel A questo punto è possibile scaricare iftop dal suo sito con il comando Wget. # wget http://www.ex-parrot.com/pdw/iftop/download/iftop-0.17.tar.gz Per procedere lanciare i seguenti comandi # tar -zxvf iftop-0.17.tar.gz # cd iftop-0.17 # ./configure # make # make install personalmente al comando # ./configure ho ricevuto un errore configure: error: no acceptable C compiler found in $PATH Questo indica che il server necessita di gcc per la compilazione # yum install gcc risolverà il problema
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Uptime: verificare il carico di una macchina linux


Uptime è un comando che mostra da quanto tempo un sistema è in funzione (il suo uptime) ed altre informazioni. La sintassi generale di uptime è: uptime Sono visualizzati nell’ordine: l’ora corrente; da quanto tempo il sistema è in funzione, espresso in giorni, ore e minuti; quanti sono gli utenti collegati al sistema; il carico medio del sistema nell’ultimo minuto; il carico medio negli ultimi cinque minuti; il carico medio negli ultimi quindici minuti. esempio uptime (questo va bene) 17:37:18 up 51 min,  4 users,  load average: 0.21, 0.63, 6.43 (questo non va bene) 17:11:34 up 26 min,  4 users,  load average: 56.49, 47.82, 29.54 quello che preoccupa è il load average (56.49, 47.82, 29.54) che dovrebbe sempre rimanere sotto 1 perchè uno è il carico massimo sopportato.
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Associzione la Pulce Onlus, sito online


Dopo una lunga attesa in standby (oltre un anno) il sito dell’Associazione la Pulce è andato online buona navigazione all’insegna della cura dei migliori amici dell’uomo. www.associazionelapulce.org
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