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Pioneer HPM 300


Pioneer non è certo un marchio famoso per i suoi diffusori, tuttavia la serie più pregiata prodotta è comunque degna di nota. Io ho messo le mani su questi diffusori e ho potuto ascoltarli per un po’. Come tutti i diffusori dell’epoca il punto debole di questo diffusore è il crossover realizzato con condensatori elettrolitici. Un vero peccato. L’immagine è buona e il suono è davvero limpido e brillante come farebbe presagire il tweeter a nasto. Sia il crossover o il tweeter in se non mi è possinbile determinarlo, ma gli alti in questi diffusori tendono a prendere il sopravvento sia per livello di emissione che per il carattere spigoloso. Certo per quanto mi riguarda sono abituato molto bene ed è necessario mantenere sempre il riferimento alla fascia di prezzo quando si valuta un prodotto: il giudizio è sicuramente positivo quindi! Non posso dire diversamente. Il livello estetico anche è davvero piacevole.
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Il brutto anatroccolo II: Sanyo ja220


Mi riallaccio al precedente articolo relativo al Grundig v1850. Se possile il Sanyo è ancora più brutto del cugino, circuitalmente sono apparecchi molto simili. La timbrica davveri simile la ricchezza armonica anche in questo apparecchio è presente. Il Sanyo ha un minor controllo dei bassi che sui miei diffusori risultano eccessivamente gonfi (parlaimo di un woofer da 10 pollici in un volume di 140 litri). Con diffusori in cassa chiusa o dal basso un po’ scarso invece formano davvero un’accoppita incredibile. Un altro best buy. Per quello a cui si trova in rete il rapporto qualità prezzo è davvero incredibile.
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Il brutto anatroccolo: Minerva/Grundig v1850


Questa macchina è già abbastanza discussa online. Io l’ho posseduta, ascoltata e venduta. Si tratta si un integrato giapponese venduto come amplificatore di alcuni compatti negli anni 80 con faccie lievemnete diverse. Ovvero io vi parlo di un modello che trovo in due marchi diversi ma non è detto che non ci siano altri marchi che usassero questo progetto con nome diverso e lifting personalizzato. L’ampli in questione riassume nella sua estetica la musica e il mercato Hi-Fi degli annni 80: algido, bruttissimo e a basso profilo. Leggero e di scarsa potenza ha con una ben nota tendenza a sfiammare i finali che in cortocircuito mandano in discarica (o in riparazione) i vostri tweeter. Premesso che rovinare i miei diffusori mi darebbe davvero fastidio ho deciso comunque di inserirlo nella mia catena per ascoltarlo con attenzione dato il gran parlare che se ne fa. Il parere generico è che suoni bene ma senza clamori (un po’ come chi si esprime volesse farlo ma con cautela perchè grunding è un marchio molto discusso a causa di alcuni fanatici). Io sono sul mio blog è dico quello che voglio nella mia catena il mio parere è che suoni bene, davvero bene. I […]
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Sansui AU-117 vs Cambridge Audio A1


Non prendete questo articoletto come una recensione ma come un esperimento/gioco personale. Ho deciso di fare un confronto “stacca e attacca” tra questi due piccoli e storici amplificatori. Una piccola parentesi sui diffusori: gli unici diffusori usati sono stati i miei Focal-Onken/Altec-Tractrix/JBL (alta efficienza, grandissimo dettaglio e basso decisamente importante ma non facile da controllare). Entrambi gli amplifictori presentano la regolazione dei toni che è stata lasciata a 0 . Quello che spicca in prima battuta è che Sansui abbia una predilezione per i bassi mentre Cambridge per gli alti. Gli alti Cambridge sono analitici ma molto freddi e acuiscono le sibilate, il basso è un po’ magro. La scena buona ma non sorprendente. Il Sansui pare meno dettagliato con una scena più ampia e realistica, un basso decisamente più rotondo che rimane comunque coerente. Il Cambridge alzando il volume inizia a far perdere un po’ il senso messaggio musicale originario.
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David Visonik 9000


Diffusori dall’aspetto austero (sopratutto senza griglie) sono dei monitor di scuola tedesca al pari del vintage grundig e canton (stesso anche il periodo di immissione sul mercato). Di mirabile costruzione spiccano per,  woofer con sospensione in gomma piuttosto rigida, angoli smussati, led di overload e un mobile pesantissimo e dall’apparenza indistruttibile. Necessitano di un amplificatore piuttosto muscoloso altrimenti tendono a risultare un po’ pigre e poco dinamiche. Così piccole in cassa chiusa certo non possono avere un basso molto profondo (dov’è il basso? penso a volte). Il suono è effettivamente monitor: rigoroso. I medio alti sono un avanti e il cantato risulta non direi nasale ma diciamo di testa, la timbrica però risulta piuttosto coerente. Sono davvero molto dettagliate. Sul mercato dell’usato godono di poca fama. Su quella fascia di prezzo (nelle 150 euro circa) sono un ottimo acquisto.
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TDL Studio 0.5 piccole in linea di trasmissione


Le più piccole della serie studio di casa TDL, molto ben costruite come tutte le sorelle. Prima di sentirle suonare si potrebbe essere scettici sulla risposta in basso (così piccole il basso non sarà mai tanto profondo ed essendo in linea di trasmissione dove arrivano saranno gonfie). Invece stupiscono davvero  positivamente sotto tutti i punti di vista. Il basso è profondo davvero ma assolutamente equilibrato mi sento di dire (potente e insospettabilmente profondo ma non gonfio come può a volte essere quello del bass reflex), così come è davvero equilibrata la risposta in frequenza. Grande grandissimo dettaglio, fantastici anche gli alti. Molto molto piacevoli volendo cercare punti deboli potrebbero essere la non semplicissima collocazione: sono diffusori alti per uno stand classico e bassi per essere tenuti a terra, con quest’ultima opzione la scena rimane ampia ma naturalmente bassa. Le ho provate solo con amplificatori robusti (Pioneer A400, Yamaha P 2500S) per cui non possi dire se siano difficili da pilotare. Fin dove sono arrivato hanno dato prova di un’ottima tenuta in potenza ma non ho vermante esagerato. Bebo Moroni scrive: “un basso incredibile sia in termini qualitativi che quantitativi rispetto alle dimensioni. L’unico difetto vero dello Studio 0.5 è quello […]
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JBL TLX 50


Anche se le serie JBL TLX non è molto apprezzata io mi sento di difendere questi diffusori. Leggo in giro i seguenti difetti: basso rimbombante e che non scende molto, alti acidi e/o taglienti, medio troppo presente. Che cos’hanno di buono quindi? Beh secondo me se ben possizionate (almeno parlo del mio modello – bass reflex poseriore quindi sicuramente un po’ ostico da installare) il basso è profondo e assolutamente equilibrato mi sentirei di dire. Come nella più classica tradizione JBL anche questi diffusori sono efficenti (solo abbastanza diciamo in questo caso) 90 db 1w/1m. Facili da pilotare, ma con la qualità le prestazioni cambiano sicuramente. Lato sicuralmente positivo è la dinamica assolutamente e piacevolmente esuberante, ed infine aggiungerei anche un dettaglio molto ricco. Il tweeter è brillante, ricco di dettaglio anche lui. Ora i difetti sono sopratutto negli alti: gli alti sono oltre che brillanti anche un po’ troppo taglienti e e le voci nella parte estrema sono timbricamente scorrette, non nasali sono scorrette ancora più in alto. Ora però noto che il crossover ha i condensatori elettrolitici provvederò volentieri alla sostituzione e tornerò a raccaontare dei benefici. Altre caratteristiche: 270x280x480 mm 40 Hz – 22 kHz +/-3 db
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MISSION MODEL 760i SE diffusori mini monitor audiophile vintage 80′ england


Protagonisti in questi diffusori sono senza dubbio i bassi. Strano a dirsi eppure l’implementazione dei bassi è davvero ottima, tanto che con i loro pochi 180 x 295 x 200mm se pilotati con qualcosa di serio, fanno vibrare il pavimento 🙂 Tutto bene, benissimo, scena, matericità degli strumenti e dei cantanti, ma… ma certo c’è un difetto: il tweeter. Il tweeeter non mi convince. Il crossover dovrebbe avere condensatori di qualità e quindi la responsabilità ricade sul tweeter che non tiene colpo alla bontà dei bassi e delle medie, perchè pur essendo preciso è un po’ sgraziato eccessivamente sibilante. Specification Type: two-way with 130mm bass/midrange, 19mm dome tweeter Bass loading reflex Frequency response: 70Hz-20kHz ±2.5dB. Nominal impedance: 6 Ohms Sensitivity 89dB/VVatt/metre. Recommended power amplifier rating: 25-75 Watts. Dimensions: (WxHxD) 180 x 295 x 200mm. Weight 10kg. Manufacturer: Mission Cyrus Group, Stonehill, Huntingdon, Cambs PE18 6ED. Telephone: 0480 451777. UK distributor as above. UK retail price £149.90. Comunque un 7,5 su 10 glielo do.
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Tannoy HPD 315 12’s Cheviot – sfatiamo un mito


Ecco volevo inserire la parola “mito” nel titolo, chi  le conosce probabilmente leggendo “sfatiamo un mito” ha iniziato questo articoletto un po’ stizzito. E infatti nessun mito da sfatare. Se vado sul forum di videohifi nella sezione in cui gli utenti postano il loro impianto si trovano solo Tannoy, Altec, Klipsh, e poche altre rarità. Se i grandi intenditori, o grandi ascoltatori scelgono tutti la stessa cosa ci sarà un valido motivo… beh intanto il vintage è ad un livello appena inferiore, o uguale o superiore ai migliori sistemi dell’epoca odierna costando però una frazione. Il vintage è bello, bellissimo. Il vintage si avvale dei magneti in alnico (ora dismessi) che consente una dinamica difficilmente raggiungibile dalla ferrite. E insomma che cos’ha questo diffusore? Beh rasenta la perfezione. A parte l’implementazi0ne del basso in reflex che non è la scelta migliore in assoluto e da un carattere specifico alle ottave basse il resto del diffusore risponde al top sempre e comunque per ogni parametro in cui l’orecchio-cervello può cercare un’analisi. Il risultato finale è straordinario. Aggiungiamo poi ancora una disceta efficienza di 93.4 . Il livello di ascolto è davvero eccezionale, si verifica il famoso fenomeno della sprizione dei diffusori, […]
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Aeron A1 quasi Gainclone


Per testare questo ampli ho usato le Tannoy Cheviot  e in comparativa un Galactron MK2120, sono due pezzi di assoluto riferimento (per me) l’ultimo listino per il Galactron era di 1350 euro, per l’Aeron di 189 euro, si tratta di due amplidicatori appartenenti a classi diverse. Presupposti per l’Aeron A1: ottima implementazione toni escludibili, molti ingressi, connettori di livello, i finali sono due lm3875, molto amati dagli auto costruttori per la realizzazione del GainClone.  Appena acceso si comporta subito bene e poi scaldando anche meglio. Il livello di definizione è alto, la musica è molto piacevole, ampli davvero di tutto rispetto sopratutto nella sua fascia di prezzo. Paragonato al Galactron evidenzia minore controllo sui wooferoni Tannoy, scena più piccola e meno tridimensionale, medio alti e voci meno fini. A scuola prende un 7.5/10
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